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Chiesa evangelica valdese di Prarostino

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Una Parola per te
“Perché cercate il Vivente tra i morti? Egli non è qui: è risuscitato!” (Luca 24,5-6)


Il mattino di Pasqua alcune donne si recano mestamente alla tomba di Gesù. E qui qualcuno affida loro l’incarico di portare a tutti una notizia. Ma che tipo di notizia si può recare tornando da un cimitero? Facile immaginarlo…
Invece, sorprendentemente, si tratta di una notizia lieta, di un annuncio di vita: Gesù, colui che era stato crocifisso ed era morto, è risuscitato! Egli è il Vivente, cioè è vivo per sempre e la morte non ha più alcun potere su di lui. Questa notizia ha una portata eccezionale anche per noi: la risurrezione di Gesù significa la vita anche per noi poiché risorgendo egli ha annientato il potere del peccato e della morte e ci ha restituito la vita.
Gli annunciatori di questa notizia oggi siamo, o dovremmo essere, noi; sarà il caso, perciò, di chiederci se il nostro annunzio è davvero un annunzio di vita. Si ha spesso l’impressione che una notizia così bella venga resa scialba e appiattita sotto il peso dell’abitudine; si ha l’impressione che noi credenti ci troviamo più a nostro agio nel presentare il messaggio di Cristo con toni severi e col volto serioso. Eppure Gesù, se non è mancato all’appuntamento col dolore, non ha neanche disdegnato i momenti di gioia e di allegrezza.
La festa di Pasqua deve essere una festa gioiosa, piena della gioia che viene dal Signore; il nostro annunzio, lungi dall’essere spensierato, deve essere un annunzio carico di letizia e di speranza, anche nel nostro mondo dilaniato da tante ingiustizie e da tanta violenza, anche nella nostra vita personale spesso oppressa da tante preoccupazioni e da tanti dolori: Gesù ha vinto la morte e con la sua risurrezione ci ha fatto capire che la morte e la sofferenza non hanno l’ultima parola sulla nostra esistenza ma sono destinate a finire per sempre.
Nonostante tante apparenze contrarie, in Cristo risorto Dio si rivela non come il Dio della morte ma come il Dio della vita! Questo è l’evangelo che ogni persona che incontriamo deve poter leggere sul nostro volto ancor prima di ascoltarlo dalle nostre labbra.

Past. Donato Mazzarella
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